Gli aspetti legali della private equity: cos’è la due diligence legale

Siamo di fronte alla dimostrazione lampante che, forse, i soldi non fanno la felicità, ma le attività di analisi ben svolte magari sì… se ti risparmiano una rogna.

di Riadi Piacentini

Gli aspetti legali della private equity tra due diligence legale e il bisogno di sapere

L’imprenditorialità italiana, quella europea e più in generale quella internazionale  ruotano attorno a un universo che tanti sconoscono, ma che rappresenta il nucleo centrale di molte operazioni che avvengono nel mondo delle aziende. Sto parlando della private equity e, cioè, di quella categoria di operazioni finanziarie mediante le quali un investitore acquista le azioni di una società, comportando un aumento del suo capitale.

Si tratta di un momento particolarmente felice per l’azienda – almeno in teoria – poiché l’incremento della liquidità non comporta alcun debito. Le azioni, infatti, non creano debito. Allo stesso tempo, è un frangente in cui bisogna prestare attenzione non soltanto all’aspetto finanziario della questione ma anche a quello legale. Il motivo? Sia che si voglia acquistare un’azienda, sia che si abbia intenzione di venderla, assicurarsi che sia sana al momento dell’operazione incide sul valore della società stessa.

Se non riesci a immaginare come, lascia che te lo spieghi.

Banconote di taglio diverso di dollari a indicare grosse operazioni finanziarie nella private equityIl ruolo dell’avvocato nella private equity

Le operazioni che comportano un ingente movimento di capitali richiedono sempre e comunque un’assistenza legale, poiché frutto di accordi lunghi e cavillosi dove a vincere la gara è la parte che resiste di più (e dice di meno). Il tipico gioco del tiro alla fune, insomma, misto a un po’ di nascondino.

Ora, nel caso della private equity, questo ragionamento è ancor più vero: le operazioni finanziarie in questione, infatti, sono in grado di generare una notevole liquidità – circostanza che impone la necessità di prestare un’attenzione ancora più minuziosa. Ogni errore rischia, altrimenti, di tradursi in conseguenze pesanti sia sotto il profilo economico sia sotto il profilo legale.

Un avvocato che si sia assunto l’arduo compito di seguire un cliente nella procedura di private equity ha degli obblighi nei confronti del suo assistito: primo fra tutti, anche se sembrerà scontato menzionarlo, quello di assicurargli il miglior supporto professionale che è nelle sue capacità dargli. Questo richiede una preparazione trasversale o, quantomeno, la possibilità di fare affidamento su un team multidisciplinare per prevenire ogni inciampo e rimediare ad eventuali problemi.

Di cosa si occupa nello specifico l’avvocato?

Nella private equity, l’avvocato è la sentinella che verifica lo stato di salute della società e individua eventuali anomalie che potrebbero costituire un inconveniente per il cliente al momento dell’operazione finanziaria

In particolare, ciò deve avvenire mediante il controllo:

L’importanza di ciascuno di questi passaggi emerge – come si è già detto – sia nel caso in cui il cliente voglia acquistare una società, sia nel caso in cui voglia venderla. Nel primo caso, l’interesse sta nell’acquisire un’impresa in salute. Nel secondo caso, la corretta valorizzazione di tali aspetti andrà ad aumentare il valore del deal – o, comunque, non lo diminuirà di certo.

Tasselli dello scarabeo che compongono la parola "avvocato", lo stesso che si occupa del processo di due diligence legaleIl rilievo del processo di due diligence

Per esperienza personale, la private equity è una branca del mondo dell’imprenditorialità che richiede una lunga preparazione, non soltanto per l’avvocato – o il team di avvocati – che dovrà occuparsi dell’incarico ma anche per il cliente. L’operazione finanziaria, invero, è complessa ed è solitamente preceduta da un’approfondita attività di analisi.

Il processo di due diligence consiste proprio nei procedimenti attraverso i quali, nel medio-lungo periodo, si realizza l’indagine preliminare sulla società oggetto dell’investimento. Le indagini di due diligence, ovviamente, possono avere varia natura: si parla di due diligence fiscale, di due diligence finanziaria e, ovviamente, anche di due diligence legale.

Le indagini vengono svolte in un periodo che varia dai 3 ai 6 mesi. L’obiettivo che si persegue mediante la realizzazione di queste attività di analisi solitamente è:

  • identificare profili di rischio relativi all’azienda oggetto di investimento;
  • individuare le aree di tutela e le aree di rischio per il cliente in fase di negoziazione;
  • creare un report per fornire un quadro il più dettagliato possibile.

Attraverso i dati raccolti, gli esperti coinvolti nell’attività di due diligence avranno elementi sufficienti per sconsigliare – laddove i risultati lo suggerissero – di procedere alla negoziazione oppure strutturare un’operazione idonea tenuto conto delle esigenze delle parti.

Schermo del cellulare acceso con grafici che realizzano analisi di due diligence I contorni della due diligence legale

Se ti stai chiedendo quale sia l’obiettivo di un’attività di analisi in ambito legale, la risposta risiede in una sola parola: compatibilità. L’avvocato verifica se possano considerarsi compatibili le regole giuridiche applicate nei metodi di gestione dal cliente-investitore e quelli applicati dalla società oggetto dell’investimento.

In mancanza di questo accordo, non sussistono gli estremi affinché le operazioni di private equity trovino realizzazione senza mettere a rischio i fondi del cliente – una circostanza che qualunque avvocato vorrebbe evitare.

Al termine dello svolgimento dell’attività di verifica, è compito del professionista redigere un report che:

  • evidenzi i profili di rischio emersi dall’analisi svolta;
  • indichi le misure da adottare per portare comunque a termine, se possibile, l’investimento;
  • renda conto dei documenti analizzati e di quelli rimasti fuori dall’attività di indagine, sottolineando quali aree non siano state debitamente controllate.

In questo modo, il cliente sarà messo nelle condizioni di valutare l’operato dell’avvocato e di prendere una decisione su ciò che lo aspetta nella private equity. La scelta che prenderà sarà sicuramente più consapevole.

Il boom della private equity nel 2021

Healthcare. Tutti vogliono investire nell’healthcare. La cosa stupisce? Non proprio. Dopo due anni di pandemia e in presenza degli strascichi con cui siamo costretti a convivere, il settore della sanità è ad oggi uno dei più fruttiferi sul mercato. Non tutto, però, è legato al COVID19. 

Innovazione nelle cure, invecchiamento della popolazione e aumento delle malattie croniche hanno contribuito ai dati attuali. Il Global Helthcare Private Equity and M&A Report 2022 di Bain&Company – parliamo solo del primo advisor al mondo per l’industria nella private equity – ha registrato un aumento degli accordi presi pari al +38% rispetto all’anno precedente. Stiamo parlando di un valore totale di 151 miliardi di dollari contro i 66 del 2020.

 

Siamo di fronte alla dimostrazione lampante che, forse, i soldi non fanno la felicità, ma le attività di analisi ben svolte magari sì… se ti risparmiano una rogna.