Il (Bel) Paese delle meraviglie – L’effetto Draghi e degli Euro2020 sui listini di Borsa

 

Il giorno successivo al trionfo calcistico dell’Italia sull’Inghilterra agli Euro2020, Piazza Affari ha aperto le contrattazioni in controtendenza sulle Borse europee (Ftse Mib: +0.25%), accogliendo la vittoria come un ulteriore segnale di buon auspicio per la fase di rinnovata espansione economica guidata dal Primo Ministro Mario Draghi. Al contrario, la London Stock Exchange ha perso il 0.32%. 

di Francesca Benedetti 

L’effetto Draghi e lo scontro diretto fra Milano e Londra

 

 Draghi_recovery_investimenti_borsaMentre il confronto Milano-Londra è sempre più carico di tensione, esacerbato anche dal distacco di Borsa Italiana dal gruppo London Stock Exchange per confluire nel listino paneuropeo Euronext, l’ambizioso piano di investimenti per la ripartenza guidato dal primo ministro Mario Draghi è intravisto dagli investitori istituzionali e retail come un’opportunità per scuotere l’Italia dopo decenni di torpore e bassa crescita.

Alcuni gestori di fondi, infatti, stanno scommettendo che la leadership e il forte apprezzamento di Draghi sia nel panorama italiano che europeo diventino lo sfondo ideale per il programma di riforma. Il supporto della BCE, difatti, contribuirà ad accelerare la crescita economica con l’obbiettivo di snellire la burocrazia e accelerare lo sviluppo delle infrastrutture con un’attenzione particolare all’innovazione e al tech. In aggiunta, per la corretta ed efficiente gestione a lungo termine delle spese fiscali relative all’erogazione dei 750 miliardi di euro del Recovery Fund a disposizione dell’Italia, è stata istituita una task force di monitoraggio dal governo italiano.

 

A conferma del trend, nel novero di personalità di spicco nel mondo finanziario a sostegno del Belpaese, risalta il Chairman e CEO di JP Morgan. In un’intervista rilasciata al Sole 24 Ore, ha infatti affermato che “questo sia il momento giusto per avere fiducia e investire nel paese Italia”, pronosticando una fase di rinnovata espansione economica, resa duratura anche dal percorso di riforme messe in atto dell’ex presidente della BCE.

Nonostante il climax di ottimismo, l’effetto Draghi sullo spread italiano è da considerarsi come un probabile appannaggio momentaneo. I mercati, difatti, potrebbero presto iniziare a preoccuparsi per il consistente debito pubblico italiano, che ad oggi supera il 160% del Pil e per ciò che potrebbe seguire all’attuale coalizione di governo.  UniCredit preannuncia infatti che il possibile aumento della tensione politica per le elezioni nel 2022 potrebbe far rimbalzare lo spread al livello di 1,2 punti percentuali. Infine, la relativa calma nei mercati è motivata anche dalla dal massivo sostegno della BCE ai mercati attraverso il programma di acquisto di obbligazioni pandemiche da 1,85 trilioni introdotto da Christine Lagarde.